WINNER'S CLUB — Logic Games Portal
AccediRegistrati

Il triestino › A tavola

A tavola in triestino

La cucina triestina è un incrocio: il mare e l'orto veneto, la carne di maiale e i crauti dell'entroterra austriaco, i dolci arrotolati che si trovano anche in Slovenia. Le parole seguono lo stesso percorso. Ecco un giro dalla tavola calda al dolce, con un bicchiere in mano.

Il buffet

A Trieste il buffet non è un rinfresco: è un locale, una tavola calda dove dalla caldaia escono le carni di maiale bollite, affettate al momento e servite con senape e cren grattugiato. Si ordina la porzina, la carne di maiale bollita; il cragno, la salsiccia affumicata; il kaiserfleisch, il carrè affumicato. Accanto, i capuzi garbi, i crauti.

È un pasto veloce, spesso in piedi, ed è l'esempio migliore di come la città abbia messo insieme il mangiare austriaco e l'abitudine veneta del bancone.

buffet
La tipica tavola calda triestina di carni cotte.
porzina
La carne di maiale bollita del buffet, affettata al momento e servita con senape e cren.
cragno
La salsiccia affumicata di Carniola (kranjska), servita col cren al buffet.
kaiserfleisch
Il carrè di maiale affumicato del buffet; nome tedesco («carne dell'imperatore»).
cren
Il rafano grattugiato, pungente, che accompagna i bolliti. Dal tedesco «Kren».
capuzi
I cavoli cappucci; i «capuzi garbi» sono i crauti, contorno mitteleuropeo.
liptauer
La crema di formaggio speziata di paprica, di origine ungherese.

La jota e i piatti di casa

La jota è la minestra dell'inverno triestino: crauti, fagioli e patate, densa, da mangiare quando soffia la bora. Nella stessa cucina di casa si trovano le luganighe, le salsicce, e i piatti di mare come i sardoni in savor. Il sugo si chiama tocio, e fare la scarpetta nel tocio non è maleducazione ma un complimento a chi ha cucinato.

Anche gli attrezzi hanno il loro nome: la tecia è il tegame basso, la pignata la pentola di coccio, la fersora la padella per friggere, la cogoma la caffettiera. Tutto sopra lo spolert, la cucina a legna che scaldava anche la stanza.

jota
La minestra densa di crauti, fagioli e patate: piatto invernale di chiara impronta mitteleuropea.
fasoi
I fagioli, base della «jota».
luganighe
Le salsicce.
tocio
Il sugo, l'intingolo in cui si fa la «scarpetta».
tecia
Il tegame, la pentola bassa: «na tecia de sugo».
fersora
La padella per friggere.
cogoma
La caffettiera, la macchinetta del caffè.

I dolci delle feste

La pasticceria triestina è quasi tutta arrotolata. Il presnitz è una spirale di pasta sfoglia ripiena di frutta secca; la putiza e la gubana sono rotoli lievitati con noci, uvetta e pinoli; lo strucolo è lo strudel, il rotolo di pasta con le mele. A Pasqua compaiono la pinza, la focaccia dolce e morbida, e la titola, la treccia di pane dolce con dentro un uovo sodo.

Per i giorni normali restano i crafen e le fritole, le frittelle. E un proverbio che mette in riga i chiacchieroni: ciacole no fa fritole, le chiacchiere non fanno frittelle.

presnitz
Dolce triestino di pasta sfoglia ripiena di frutta secca, tipico delle feste.
putiza
La putizza, dolce natalizio arrotolato con noci e uvetta; dallo sloveno «potica».
gubana
Il dolce arrotolato con noci, uvetta e pinoli, tra Friuli e Trieste.
strucolo
Lo strudel, il rotolo di pasta con le mele: dolce di eredità mitteleuropea.
pinza
La focaccia dolce di Pasqua, morbida e profumata.
titola
Il pane dolce pasquale, spesso con un uovo sodo dentro.
fritola
La frittella: «ciacole no fa fritole», le chiacchiere non fanno frittelle.

Da bere

Il vino si beve a bicchieri piccoli e frequenti. Un'ombra è un bicchiere di vino, un tai è il bicchiere al banco (un tai bianco, un tai nero), e andar a bever un'ombra è un invito che non si rifiuta. Se si esagera, si ciapa la bala, si prende la sbornia.

Sul Carso si va in osmiza: le cantine contadine che aprono per pochi giorni e vendono vino, uova e salumi fatti in casa. Per trovarle si segue la frasca, un ramo appeso agli incroci che indica che una è aperta.

ombre
I bicchieri di vino: «andar a bever un'ombra», come a Venezia; a Trieste si dice anche «un tai».
tai
Il bicchiere di vino al banco: «un tai bianco».
bala
La sbornia: «ciapar la bala» vuol dire ubriacarsi.
osmiza
La cantina contadina del Carso che per pochi giorni vende vino e salumi propri. Dallo sloveno «osmica», «otto».
rebechin
Lo spuntino, il «rinforzino» tra un pasto e l'altro.
marenda
La merenda, lo spuntino di metà giornata.

Mettile alla prova

Queste parole non stanno solo in una pagina: vengono dalla stessa raccolta che usano i giochi in dialetto. Scegli Triestino dal selettore della lingua in alto e prova AzzeccaParola o Parole Intrecciate: si giocano subito, senza registrarsi. Con un account ci sono anche Parole Crociate e la Parola della Fortuna, con i proverbi in dialetto.

Pubblicità